Girolamo Moretti  ha definito la grafologia come «scienza sperimentale che dal solo gesto grafico d’uno scritto umano rileva le tendenze sortite da natura» (Trattato, 2013, p. 13). Il gesto grafico è per lui quello spontaneo, automatico, di chi non ha più bisogno di comandare coscientemente la propria mano nell’atto dello scrivere, in quanto l’abitudine lo ha portato ad un atteggiamento personale libero da ogni controllo. Il gesto grafico è, sempre secondo Moretti, la personalità dello scrivente materializzata nella sua scrittura.*

 

Essendo la scrittura un “prodotto individuale”, lo scopo della grafologia peritale è quello di accertare l’autenticità di uno scritto o di una firma e di individuare la mano dell’autore del documento in verifica.

 

* Associazione Grafologica Italiana - Sezione Lombardia

Codice Deontologico Europeo

 

Art. 1 – Il Codice Europeo di Deontologia ha lo scopo di precisare i diritti e i doveri dei grafologi che desiderano esercitare la loro professione secondo un'etica comune.

Art. 2 – La Grafologia, scienza umana e tecnica d'osservazione e d'interpretazione, permette l'indagine sugli aspetti cognitivo-temperamentali per mezzo dell'analisi della scrittura.

Art. 3 – Il grafologo analizza gli aspetti cognitivo-temperamentali dello scrivente. Egli lavora esclusivamente su documenti manoscritti originali e conduce il lavoro d'analisi per soddisfare una richiesta di tipo professionale o privato.

Art. 4 – Il grafologo ha il dovere di acquisire e sviluppare le proprie competenze.

Art. 5 – Il grafologo s'impegna ad utilizzare solo i metodi relativi alla propria disciplina e a lavorare nei limiti delle specifiche competenze e della propria esperienza.

Art. 6 – Il grafologo si deve astenere dal fare diagnosi in settori riservati al campo della medicina.

Art. 7 – I grafologi che hanno sottoscritto questo codice non devono citare i propri diplomi in grafologia su documenti professionali legati ad attività che abbiano a che fare con l'occultismo e la divinazione. Essi devono rifiutare di prestare la propria collaborazione o chiedere pubblicità a periodici che trattano questi temi.

Art. 8 – L'attività del grafologo impone il rispetto dei valori morali e professionali. Il grafologo deve salvaguardare in ogni circostanza l'indipendenza, l'onestà ed il senso d'umanità. Egli non deve essere influenzato da pregiudizi relativi al sesso, alla razza, alla politica, alla classe sociale ed alla religione.

Art. 9 – In ogni esame, il grafologo usi tatto e discrezione. Nell'attività di selezione professionale egli eviti di toccare gli aspetti cognitivo-temperamentali dello scrivente che non siano in rapporto con il posto in questione. Egli deve adottare un linguaggio chiaro, prudente, privo d'ambiguità, essere del tutto imparziale e rifiutare analisi di compiacenza.

Art. 10 – Il grafologo deve impegnarsi a non utilizzare i documenti e le informazioni che possiede per danneggiare gli altri. Dato che è il solo giudice del valore dei documenti in esame, egli può ricusare di stilare un'analisi senza giustificarsi e deve rifiutare di dare il proprio parere su un documento del quale ha notizia che sia stato sottratto illegalmente o rubato. Egli deve rifiutarsi di lavorare su documenti inviati per fax o fotocopiati poiché la qualità del tratto ne risulta alterata.

Art. 11 – Il grafologo deve osservare le leggi del proprio paese sui diritti della persona umana, in particolare il segreto professionale che deve essere rispettato sia verbalmente sia nella diffusione dei documenti.

Art. 12 – L'unico responsabile dei risultati dell'analisi è la persona che possiede legittimamente il documento; i risultati devono essere fatti pervenire esclusivamente al richiedente.

Art. 13 – Il grafologo non può citare i clienti se non con il loro consenso. Egli non può comunicare o pubblicare testi o analisi se non con l'approvazione dell'interessato o del proprietario del documento.

Art. 14 – Ogni associazione o gruppo di grafologi firmatari del presente Codice Deontologico s'impegna a farlo rispettare ed applicare da parte di tutti i membri diplomati. Le infrazioni sono giudicate dal Consiglio di disciplina di ogni associazione o gruppo cofirmatario. Il presente Codice comprende 14 articoli ed entra in vigore il 1° Gennaio 1992.